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le origini
I mr.Brace nascono a Riccione col sorgere del 2003 come progetto ad
opera di tre musicisti: Il Brace (autore di testi e canzoni, voce
e chitarra acustica), il Lompa (chitarra elettrica ed effettaglia
varia) ed Alice (Pianoforte). I tre si conoscono e collaborano da
tempo.
Alice e il Brace provengono entrambi dal precedente progetto Bubble
and Scrape (nome mutuato dall’omonimo disco dei Sebadoh,
alfieri dell’indie rock americano a bassa fedeltà), band che è rimasta
attiva per poco più di quattro anni, inizialmente composta dal nostro
Brace in compagnia di cinque ragazze che proponeva
un pop-rock di matrice indie americana, cantato in italiano, ispirandosi
a band come Pavement, Built to spill, Grandaddy, Pixies e Weezer.
Dopo alcuni cambi di formazione i Bubble and Scrape giungono alla line up ideale
(due ragazzi e due ragazze) nell’ultimo anno di attività. Si sciolgono
nell’estate del 2002 a causa di una
gravidanza inaspettata e di una
crisi di nervi di alcuni dei componenti.
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registrazioni pomeridiane
Il Brace continua a scrivere canzoni da solo e resta folgorato sulla strada prima dal nuovo cantautotato americano (Bonnie Prince Billy,
Sparklehorse) e poi da quello tradizionale nella persona del leggendario
Hank Williams.
Cimentandosi con questo nuovo-antico genere nasce la canzone “Brace” e di coseguenza il “personaggio mr.Brace”, ovvero un
signore di età indefinita che vive in quasi completo isolamento nella campagna riccionese presso le cascate del Rio Melo e che
coltivando bottiglie di plastica e fumando sigarette rimugina sui proverbi e i detti della tradizione contadina fondendoli e
confondendoli, interpretandoli e regalandogli inediti significati illuminanti.
E così i mr.Brace si trovano nell’estate del 2003 a registrare il primo grumo di canzoni
nella tavernetta a casa di Lompa.
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il debutto
Il primo disco esce il 12 Settembre del 2003 in occasione del
secondo Tafuzzy Day,
un festival che si ripete ogni 12 settembre organizzato
dagli stessi mr.Brace e da alcuni amici tra cui il gruppo dei Cosmetic
con i quali i nostri hanno stretto un patto di sangue e fondato una
micro etichetta indipendente: la Tafuzzy Records per l’appunto (www.tafuzzy.com)
per la quale si autoproducono i propi lavori e quelli degli amici
che incontrano lungo il cammino (Panca-Ra2f, ilTrabbicolo, Fitness
pump).
Le canzoni dei mr.Brace parlano di vita, morte, speranza, rapporti,
noia, incontri, illuminazioni e di quella che è l’universale quotidianità.
In vista dei concerti la line up del gruppo si ingrandisce comprendendo
fi-low alla batteria (già Mader del Caos insieme allo stesso Brace,
progetto col quale proponevano una ironica parodia ed estremizzazione
dei canoni del free-noise-psichedelico americano mettendo in scena
spettacoli teatral-musicali rimasti nella storia della scena romagnola)
e Psico alle percussioni e aggeggi vari (proveniente da esperienze
nel grind-core-metal). |
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oggi?
Dopo alcune date insieme ai compagni d’etichetta e a fronte di sempre
maggiori consensi, i nostri si rinchiudono per tutto l’arco dell’autunno-inverno
2004 in una casa
in quel di Montegrimano (sperduto paesello dell’entroterra romagnolo)
e scaldati dal fuoco dell’immancabile camino e da qualche sorsata
di vino preparano i pezzi per il nuovo lavoro che vedrà luce nel novembre
2005 (dal titolo: “Salvate il mio maglione dalle tarme”). Lo spettro
di influenze pur rimanendo nell’area cantautorale country-folk americana
si amplia includendo jazz e musiche di altre tradizioni (di ispirazione
saranno il Chet
Baker cantante e il Tom
Waits più scalcinato).
Il suono che ne viene fuori risente dell’apporto dei nuovi arrivati
che aggiungono elementi ritmici
assenti nel lavoro precedente. Di conseguenza i pezzi appaiono più
come il lavoro di un intero gruppo piuttosto che quelli di un cantautore
e risalta maggiormente la vena ironica e “allegra ma non troppo” che
comunque era presente anche nei brani passati. Il disco includerà
inoltre la cover di uno dei primi brani degli inseparabili Cosmetic.
I testi proseguono la ricerca sulle tradizioni, le radici popolari
(confondendo sempre più quelle americane, nere o bianche che siano,
con quelle italiane-romagnole) alla ricerca di nuovi simboli, nuove
associazioni di idee antiche, nel tentativo di ritrovare il solito
nuovo antichissimo linguaggio per la modernità. |
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