mr.Brace


       
storia di mr.Brace mr.Brace in video discografia e suoni
il gruppo di mr.Brace   immagini del Brace dicono del Brace
scrivono di mr.Brace:
da Fuaié di giugno 2006
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CAPTAIN FOLK & LO-FI BROTHERS

"Dalla bassa padana un cd amaramente dolce, che oltre alle canzoni contiene battiti e lampi di luce che permettono di vedere strade sconosciute, trasandate di vita ma gonfie di buon ossigeno irriverente su un mondo che cambia senza respiro"

"Un cd venato da una sottile e ironica malinconia disadorna, priva di orpelli sonori se non quelli celebrali creati da queste cinque menti eccentriche ma profonde. Un leggero smerigliamento di maracas e un distaccato giro di hawaiana mexicata che fa coro al pow pow pow bislacco della voce"

"Salame & caffé invita a fare una colazione di slow swing tra amori che vanno e vengono: un arpeggio di chitarra andante e indolente, una tromba jazzata simulata dalla bocca del cantante, una batteria spazzolata"

"Con la tenacia mansueta del suo magnetismo centripeto ti risucchia, assuefandoti di tinte marroni, sogni di latta e suoni infantili suonati da grandi"

di Massimo Sannella


da Blow Up.94 di marzo 2006
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"Salvate il mio maglione dalle tarme" - cd-r Tafuzzy Records - 12t - 34:39

E' una specie di folgorazione pop. Brace, Lompa, Alice, Fi-Low, Psico suonano frammenti di pop come piccoli fuochi artificiali (Ruggine). Country pop-rock (Ossa) che si mette le alucce da angioletto dispettoso e svolazza tra chitarra, casiotone, pianoforte, giocattoli. Tutto è limpido come in una resurrezione dei Kinks (Salame & caffé). "Brutta bestia la mia testa / Forse non è neanche mia / visto che non so fermarla / Visto che se ne va via". Poesia lanciata sul precipizio. (7/8)

di Dionisio Capuano



da SentireAscoltare online music magazine (novembre 2005)
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Mr.Brace - Salvate il mio maglione dalle tarme (Tafuzzy, 2005)

Mr Brace ha messo su famiglia. Non più solista fiancheggiato da benevoli amici ma quasi-gruppo e si sente, non solo perché la strumentazione risponde di più a quella di una band (più batteria, più elettrica, più pianoforte), ma soprattutto per il raffinarsi dell'intreccio musicale: si acuisce la "psicologia sonora" del disco, la punteggiatura, i rimandi da canzone a canzone, di pari passo all'impreziosirsi dell'arrangiamento - veramente sorprendente alla luce della totale indipendenza in fase di produzione. Scenari che come al solito impattano con i testi stralunati dell'autore, i quali a lungo andare t'intontiscono neanche avessi fumato un prato di cactus, infilandoti nel cervello metafore e sinestesie che - come quando la lucidità latita - non sapresti se definirle cripticamente geniali o irrimediabilmente cretine (intuito a bolle che continuano a scoppiare…). Ma il mestiere della sciarada di Mr Brace è cresciuto anzichenò, come si ravvisa dal gioco di rime e assonanze di Ieri che denota un'originale attitudine a ghermire quotidiane banalità 'sì da cavarne l'assurdo per accostamento - Salame & Caffè per l'appunto. Tutta farina che ingrossa il sacco del Nostro il quale, anche grazie alla dimensione più collettiva, si slega dalla sudditanza a Mr Oldham consegnadosi ad un'estetica dello sbilenco amica - non allieva - di Waits e Capossela (Baricentro), Banhart e Bugo (Salame & Caffè), anche perché il nonsense qui s'increspa in superficie e lascia intravedere altro, magari una grande canzone, anche se per un attimo (Io Chi Sono). Ruggine poi, col suo video rutilante ad opera di Francesca Grilli e Alessandro Cavallini, ci farebbe godere non poco se passasse per qualche rete televisiva ad ora di pranzo. (6.7/10)

di Lorenzo Filipaz



da RockIt di ottobre 2005
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Mr.Brace "Salvate il mio maglione dalle tarme" (Tafuzzy Records)

La provincia italiana è davvero così alienata? Probabilmente per chi vive in una località di mare, per giunta mitologica come Riccione, non dev’essere facile passare l’inverno. Due marroni. Questa noia stralunata è una delle sensazioni che si respirano a pieni polmoni (con tanto di iodio) ascoltando il cd dei Mr Brace, che aprono il loro lavoro parlando del freddo che fa a dicembre e di terme che mettono in pericolo i maglioni di lana. Ma davanti al mare di questi ragazzi non c’è la solita sabbia. C’è la terra del deserto nordamericano, con le balle di fieno che rotolano mentre sibila il vento, come nel più lugubre dei cartoni animati. Già, perché nel suono di Mr Brace si fondono il whiskey di Tom Waits e la barba di Bonnie Prince Billy, lo swing jazzato da Ventennio, irresistibile da fischiettare, di Alberto Rabagliati e Natalino Otto, e le atmosfere giocosamente pop di gruppi di casa nostra come Babalot e Carpacho (“Ruggine”, bellissima, ne fornisce un chiaro esempio). Un gruppo insomma sempre in bilico tra una boutade allegrotta e uno sguardo tristanzuolo, che si rifà ai gruppi indie-rock italiani che a loro volta si rifanno ai gruppi indie-rock americani. Niente di particolarmente eclatante dunque, anche perché un certo signor Bugo ci ha abituati a questo tipo di commistione già da diversi anni. Però qui i brani hanno pur sempre una loro buona stoffa, a volte pregiata, a volte più sfilacciata, ma quasi sempre piacevole da indossare.

Le coordinate le avete. Se siete particolarmente amanti del genere, vi consiglio l’acquisto del cd che contiene anche il video di "Ruggine" (girato con effetto grana vintage anni ’70) e un bel booklet pieghevole (questo invece in stile simil-futurista anni ’10). “Un solo grido, un solo allarme: salviamo i Mr Brace dalle tarme”!

di Marco Daretti


da LosingToday di ottobre 2005
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Mr.Brace "Salvate il mio maglione dalle tarme" (Tafuzzy Records)

Ballatine minimaliste e un pò storte, testi all'insegna di un nonsense dalle tinte folli; un impianto di voce e chitarra custica sul quale si inseriscono pianoforte, organo, chitarre hawaiane, strumenti giocattolo...
Il gruppo di Davide Rastelli (tra l'altro 'boss' della tafuzzy records dalla quale il disco è edito) è artefice di uno disco di quell'indie rock obliquo, vagamente ludico e finemente malinconico che non rappresenta certamente una novità.
Tuttavia il progetto è riuscito, questa serie di 'bozzetti' (dodici, un pò più di mezz'ora di durata) hanno una loro fresca gradevolezza: ci si fa volentieri trasportare nell'atmosfera di una quotidianità quasi banale, se non fosse filtrata attraverso una lente deformante che le dà un aspetto allegramente trasandato.
Spieghi l'azzurro booklet e ti ritrovi davanti a un caotico manifesto che sembra uscito da un'antologia futurista, dove sono stampati i testi di microstorie che parlano di singles che vanno in bici e del freddo di dicembre, che ti spiazzano citando motivetti anni '40, percorrendo attraverso sentieri agevoli ma contorti i declivi dell'incomunicabilità e del disagio esistenziale.
Alla fine, coi loro modi discreti e sottovoce, i Mr. Brace un pò riescono a conquistare.

di Marcello Berlich


da Velvet Goldmine - webzine - (Settembre 2005)
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Mr.Brace "Salvate il mio maglione dalle tarme" (Tafuzzy Records, 2005)

Brace ed i suoi ragazzi (Lompa, Alice, Fi-Low, Psico) ci sanno veramente fare, e questo loro secondo album lo dimostra a pieno.
Un country rock che corre tra i binari del pop e del blues; con chitarre di vario tipo (acustiche, elettriche ed hawaiiane), batteria, piano e organo, riescono a dare un colore autunnale al disco. Le dodici tracce sono ricche di malinconia, sentimenti, allegria nostrana ed una forte cultura popolare; nessuna di loro risulta essere fuori tono o di basso stile, quindi evito di analizzarle tutte. Esse ci portano dove piove a catinelle e dove pizzica la lana se non c'è sotto il cotone ("Dicembre"); dove la ruggine e le tarme possono distruggere e divorare ("Salvate il mio maglione dalle tarme"); andando verso i matti del paese ("I Matti") e ballate introspettive ("Io chi sono"). Canzoni che narrano amori distratti ("Ieri") od amori finiti ("Salame & Caffè"); amori dove ci si sente annaspare e dove nulla ci sembra chiaro ("Baricentro").
Io, come Mr.Brace, capisco poco e un pò alla volta (..e saperlo, sai, penso sia ciò che importa), ma questo è un gran bel disco! Se vi scoprirete a canticchiare queste canzoni, non preoccupatevi, è normale.

di Hank (Psichedelya)



da SentireAscoltare online music magazine (ottobre 2005)
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Mr.Brace - Omonimo (Tafuzzy, 2003)

Che la Romagna guardasse all'America rurale, quella di Faulkner e quella di Heat-Moon, non è un fatto nuovo. Lo testimonia il particolare successo riscosso dalla rassegna "Strade Blu" che ha luogo in queste lande, punta di un iceberg fatto di un comune sentire, sognare, strologare e travisare. Perché più che proiettare le campagne americane sulle terre riccionesi qui si fraintende letteralmente il Melo per il fiume Ohio, gli Appennini per gli Appalachi, allo stesso modo in cui Brace viene pronunciato all'inglese col significato di "sostegno" (ma nel senso pratico di "bretella") come all'italiana, nell'accezione di quieto focolare, dando vita a un sottile pidgin che permette di fondere idiozie, idiotismi locali e idioletto familiare.

Mr Brace è un ragazzo che con la sua chitarra acustica e l'aiuto di tre amici si cimenta nel ricalcare la calligrafia di Will Oldham anche nei dettagli più sgraziati, come le stonature e la voce leggermente nasale, ma sottoponendola allo stesso detournement casereccio che dà luogo ad amenità come "sorella, fratello / qui è un gran bordello - fratello, sorella / champagne e mortadella" (e non vi dico in che modo questo testo viene appiccicato alla melodia...). Devozione, autoironia, sincretismo e libere associazioni di idee, vedasi Storia di Un Mammuth, un flusso di coscienza che sembra essere ispirato dalla contemplazione delle copertine di Ease Down The Road e I See A Darkness, oppure si presti orecchio a Passeggiando, distillato di nonsense infantili a la Malkmus ("salterò qualche muretto, il cappotto non lo metto"..."quando hai la bocca piena...che maleducazione..").

La ricerca di uno spazio domestico fra demenziale ed esistenziale, qui - in questa prima produzione del 2003 - ancora piuttosto indietro rispetto al punto raggiunto nella recente Ruggine (di cui si può gustare il video sul sito della Tafuzzy) ma già gravida di allure chitarristico (nel bell'intreccio di Little Implosion o nell'e-bow di Brace Due), che conferisce surreale ieraticità e onirismo alle corbellerie sciorinate senza posa, come in un film di Fellini (e vabbeh dovevamo citarlo, dai...). Vorremmo stampare un bel 10 a fine pagina ma, certi che non ci prendereste sul serio, ci limitiamo a un (6.0/10)

di Lorenzo Filipaz



da Blow Up.84 di maggio 2005
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"mr.Brace" - s/t - CD-r Tafuzzy Rec. 2003 - 7t - 24:48

E' tutto, all'inizio, in Brace: "finisce bene / finisce male / restiamo per intanto che finisce /… Il giorno in cui sono nato forse non ne avevo voglia / sicuro ne avrò meno il giorno in cui morrò /... Simpatico come il fondo celi sempre un altro fondo / noi che si continua a scavare sempre a naso in su / tirando le somme / cambia quasi niente… / …forse sei un soffio / ma io mi chiamo Brace…" Country folk in italiano, acerbi cristalli con striature low-fi. Stracci per lacrime asciutte. (7)

di Dionisio Capuano



da D la Repubblica delle Donne di settembre 2004
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"mr.Brace" - tafuzzy@libero.it

E’ il primo disco del mitico folksinger della bassa padana. Mr.Brace, canta in italiano, ha la voce leggermente stonata, è armato solamente della sua scassata chitarra acustica spara piacevolissimi country-blues, che paiono appartenere più alla tradizione americana che alla nostra. Ma va bene così. Attenzione solo perché questo disco dà assuefazione.

di Giacomo Spazio




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